Conosciamo meglio....
Carla
Accardi
Carla
Accardi nasce a Trapani. Assecondata dal padre nella scelta verso le
arti visive frequenta le Accademie delle Belle Arti di Palermo e poi
di Firenze. Nel 1946 si trasferisce a Roma, città dove risiede
tutt'ora.
Nella capitale incontra gli artisti Ugo Attardi, Pietro Consagra, Antonio
Sanfilippo, Giulio Turcato, Piero Dorazio, Mino Guerrini e Achille Perilli,
con cui nel 1947 dà vita a Forma 1, uno dei gruppi impegnati
sul fronte dell'arte astratta, che sarà fra i protagonisti dell'incipiente
dibattito artistico italiano denominato dallo scambio fra realisti di
ispirazione marxista ed astrattisti.
La sua prima mostra personale risale al 1950, presso la Galleria Numero
di Firenze.
L'attività di Accardi si fonda su una poetica del segno, che
a partire dal 1954 si articola per insiemi di segmenti pittorici bianchi
stesi su fondi neri. Questa scelta espressiva collega Accardi alle maggiori
ricerche contemporanee dove i segni pittorici diventano grafemi di una
scrittura visiva. Il maggior mentore di quella tendenza, il critico
francese Michel Tapiè segue il lavoro di Accardi e la inserisce
nelle mostre da lui curate. In questi stessi anni partecipa a diverse
mostre collettive a Pittsburgh, Düesseldolf, Roma, Tokio, Londra.
Negli anni Sessanta, Accardi recupera il segno-colore, già adottato
nei primi anni Cinquanta, accentuando però il valore cromato
fino alla sua resa luminescente.
Nel 1964 espone le sue opere alla XXXII Biennale di Venezia con una
sala personale, presentata da Carla Lonzi, con la quale l'artista inaugura
un profondo sodalizio culturale che travalica lo specifico del dibattito
artistico per giungere, negli anni Settanta, alla militanza femminista
in cui Accardi si impegna in prima persona.
La ricerca basata sul segno-colore trova una ulteriore radicalizzazione
dalla metà degli anni Sessanta, quando l'artista adotta come
supporto le superfici plastiche trasparenti, il sicofoil.
In questo modo la superficie recante i segni colorati si apre allo spazio.
L'interesse per le relazioni significanti fra opera e ambiente giunge
alla radicalità di opere come Tenda, 1965, o Triplice Tenda,
1969-71, vere strutture abitabili dallo spettatore, o come i Rotoli,
1965-70, dove il sicofoil, liberato dal telaio e arrotolato su se stesso,
si pone sul limite in decidibile tra pittura e scultura, o ancora come
le opere del 1978 dove il colore scompare dalla superficie e definisce
invece il telaio, strutturato in libere conformazioni. A partire dagli
Ottanta, Carla Accardi torna di nuovo alla tela.
Il colore si intensifica e ricopre superfici di tela grezza in composizioni
di segni tracciati attraverso stesure corpose e forti.
Il vuoto ricercato fin dagli anni '50, viene evocato dagli spazi primi
di colore che si alternano a segni carichi di pittura dai colori brillanti.
Nel 1988 Carla Accardi è presente alla Biennale di Venezia con
una sala personale e viene invitata a partecipare alle principali rassegne
storiche dell'arte italiana, alle Mura Aureliane nel 1981, al Kunstverein
di Francoforte nel 1985, alla Royal Academy di Londra nel 1989.
Nel 1994 è a New York per la mostra The Italian Metamophosis
1943-1968 al Salomon R. Guggenheim Museum e a Fukuyama per Mistero e
Mito.
Momenti della pittura italiana 1930-1960-1990, presso il Fukuyama Museum
of Art.
Nello stesso anno il castello di Rivoli le dedica un importante mostra.
Diverse personali vengono realizzate in questi anni, alla Salvatore
Ala Gallery di New York, al Kunstverein di Ludwigshafen am Rhein e alla
Stadtische Galerie di Wolsburg, all'Atelier del Bosco di Villa Medici
a Roma, al Kunstmuseum di Bonn, alla Galerie Meert Rihox di Bruxelles,
alla Galleria Massimo Minini di Brescia.
Nel 1998 prende parte alla rassegna Minimelia, al palazzo delle Esposizioni
a Roma e al P.S.1 Contemporary Art Center di New York, nel 1999.
Nel 2001 le sue opere son di nuovo in mostra presso il P.S.1 Contemporary
Art Center di New York, nel 2002 in una personale al Musee de la Ville
a Parigi e a novembre dello stesso anno alla Galleria Laura Pecci a
Milano.
