ENVIDHIA
- "The Plague" (MW promotion)
La
piaga, dovrebbe suonar in italiano il nome del primo cd-demo degli Envidhia.
Il gruppo nasce a Valderice, prov. di Trapani, e subito cerca di discostarsi
dalla mentalità che prevale nell’ambiente musicale trapanese,
del tutto attaccata ai soliti motivetti straascoltati.
La band valdericina si presenta al pubblico con un buon biglietto di
presentazione.
Il cd, autoprodotto, ha un bell'aspetto grafico, sul fronte della copertina
i tratti di un volto femminile proiettati in mezzo alla boscaglia. All'
interno una foto ritrae coloro che hanno creato e fanno muovere la complessa
macchina dell’ Envidhia, Salvatore Siracusa, chitarrista e Mario
Giacalone, cantante, bassista e batterista.
L' ascolto del cd è invitante, 7 le tracce musicali:
-
Intro
- I hate my name
- Shadow
- Monster
- Take this
- Outro
21
minuti, circa, di musica.
L'
introduzione ci da un assaggio di quello che è il cd complessivamente,del
suo carattere, il suono delle chitarre è accompagnato da effetti
sonori che nel complesso creano un'atmosfera mistica.
Belli gli arrangiamenti e le idee musicali degli autori, si nota che
il cd è stato composto nota su nota, un lavoro fatto bene, curato
in ogni singolo e minuscolo particolare, molto armonioso numerosi effetti
rifiniscono le melodie. Belle le trovate musicali di Salvatore Siracusa
che sfrutta bene la sua chitarra, buona l' impostazione vocale del cantante
che si sposta bene tra tratti lenti e delicati e situazioni un cui fa
emergere tutta la sua energia. L' opera esprime perfettamente l' amore
che i due artisti nutrono per la musica. La i ritmi della batteria,
anche se ricostruiti attraverso software drums machine, sono di buona
qualità.
Death metal, ma non troppo contorto, molto melodico, uno stile ricercato.
Nel complesso gli Envidhia si sono mostrati al pubblico con un buon
prodotto, non estremo, per cui credo sia un cd che possano ascoltar
tutti i metallari, dagli amanti dell’heavy a quelli che rincorrono
in death, poiché l’opera racchiude in se caratteri distintivi
di ogni sfumatura del metal.
Peccato che "The plague" ahimè abbia una piaga, portroppo
essendo un cd prodotto e registrato attraverso un autoproduzione dal
budget non molto elevato alcuni suoni non vengono espressi con una qualità
audio molto elevata, questa è l' unica pecca.
Non preoccupatevi ragazzi, cercate di vedere il bicchiere sempre mezzo
pieno, e continuate costruendovi il percorso con le vostre mani, senza
seguire per strade già spianate, continuate a trasmettere al
pubblico le vostre emozioni…aspettiamo il prossimo album.
Giovanni
Simonte