Miti e Leggende...

Erice

Figlio di Venere e dell’argonauta Bute, fu re degli Elimi e fondò la città che da lui prese il nome: Erice. Costruì un meraviglioso tempio in onore della madre. Rimase ucciso nello scontro con Eracle, nel tentativo di sottrargli i buoi di Gerione.

La Fata Morgana

Morgana, sorella del re Artù, venuta a visitare la Sicilia, abbia deciso di rimanerci, stabilendo la sua dimora tra l’Etna e lo stretto di Messina. Si narra che da più di mille anni ogni tanto esca dall’acqua con un cocchio trainato da sette cavalli e, gettando tre sassi nell’acqua, traccia dei segni nel cielo: il mare a questo punto diventa di cristallo e su di esso compaiono immagini di città. In realtà quello della Fata Morgana non è altro che un fenomeno ottico, che si può ammirare spesso nell’isola di Favignana e nello stretto di Messina. Il fenomeno è molto simile a quello dei miraggi nel deserto, e nel passato molti naviganti vennero tratti in inganno andando a naufragare lungo la costa.

Il Gigante Tifeo

Una leggenda narra che la Sicilia sia sostenuta da un gigante, Tifeo, il quale sulla mano destra sorregge Messina, sulla sinistra Pachino e con le ginocchia Trapani, mentre sulla testa gli grava l’Etna. Ogni qualvolta tenta di muoversi fa tremare l’intera isola, provocando quindi i terremoti. Tifeo venne condannato a questo supplizio perché osò sfidare gli dei, impadronendosi della sede del cielo.


Il rapimento di Proserpina

Cerere, sorella di Giove, era la dea delle messi, colei che aveva insegnato agli uomini a coltivare e rendere fertili i campi. Cerere aveva un incantevole figlia di nome Proserpina. Un giorno mentre la fanciulla era intenta a raccogliere dei fiori, si aprì la terra davanti ai suoi piedi e da lì uscì Plutone, dio degli inferi, che afferrò la giovine e la portò nel suo regno per farla sua sposa. La madre, allarmata dalle grida della figlia, accorse immediatamente ma non trovò nessuno, allora iniziò a peregrinare per tutta la Sicilia in cerca della figlia. La leggenda vuole che fu proprio durante questo peregrinare che a Cerere cadde la falce che diede origine alla città di Trapani.
La ricerca però non portò nessun risultato, Cerere era disperata, fino a quando Elios, dio del sole, non gli svelò l’accaduto. La dea, allora, si rivolse al fratello Giove per riavere la figlia ma, il padre di tutti gli dei non volle acconsentire alla richiesta.
Cerere, distrutta dal dolore e dal tradimento del fratello, decise di ritirarsi e di lasciare la cura dei campi. La terra, quindi, iniziò a non produrre più i suoi frutti e cominciarono ad arrivare le carestie, che portarono allo sterminio di intere popolazioni. Giove, preoccupato, tentò di convincere la sorella a ritornare ad occuparsi della terra, Cerere dal canto suo ripeteva che lo avrebbe fatto solo se avesse riavuto indietro la figlia, la quale però aveva ormai perso la verginità, diventando a tutti gli effetti la sposa di Plutone. Giove, allora, non potendo restituire definitivamente la figlia a Cerere, decise che Proserpina sarebbe ritornata ogni anno dalla madre, nel periodo che va dalla stagione primaverile fino all’epoca del raccolto, cioè autunno inoltrato.
La leggenda narra che ogni anno Proserpina risalga dalle viscere della terra portando il soffio primaverile dell’abbondanza, per poi scomparire con l’arrivo dei primi freddi invernali.

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