Intervista agli URTO
Salve ragazzi e benvenuti, vi accogliamo con piacere tra le pagine di Trapani Magazine chiedendoti di presentare la vostra band ai nostri lettori...
Gli Urto nascono nel 1998 per volere mio (Mimmo Saladino,testi e chitarra ritmica) e del batterista Jaco Tractor,tuttavia,il suono del gruppo si affina con l’ingresso del bassista Francesco Gioia,prezioso soprattutto in fase di arrangiamento.Dopo vari cambi,la line-up si completa con elementi veramente validi come Giovanni Labita(chitarra solista),Alessandro Olivo (voce) e Peppe Campisi(batteria).Siamo finalmente arrivati al debutto nel 2003,e devo ammettere che “Numbers” ci ha dato non poche soddisfazioni,visto che,a parte alcune lusinghiere recensioni in Svezia,Polonia e Grecia(Metal Hammer),e’ stato album del mese in Germania sul webzine Bloodchamber ed,in Italia,Top demo su Stargazer e Watchout su Metal Shock.

Come nasce il nome Urto? parlateci del genere proposto e delle vostre influenze musicali...
Il nome Urto nasce molto istintivamente,considerando che eravamo alla ricerca di un nome di impatto, ma che non fosse fine a se stesso: in questo senso, esso allude ad una sorta di scontro con il sistema, e in generale, con il potere costituito il cui campo di battaglia sono i testi. Per quanto concerne il genere musicale, non credo di essere la persona più adatta a descrivere la mia musica, quindi cito una rivista tedesca la quale sostiene che suoniamo una variante progressiva del thrash metal. Non credo che tale affermazione sia lontana dalla verità, dopo tutto, la struttura dei nostri pezzi è distante da quella di molti gruppi thrash, che comunque rappresentano la nostra principale fonte di ispirazione. Ad ogni modo, tutto ciò che ascoltiamo ci influenza e nessun genere musicale viene tralasciato nei nostri ascolti, anche se ovviamente con diverse preferenze: Alessandro nutre un amore incondizionato per l’heavy metal, Francesco respira Meshuggah e Cannibal Corpse, io adoro i Nevermore, ma passo da Slayer, Atheist, Annihilator e Destruction fino ai King Crimson e a Simon & Garfunkel, Peppe impazzisce per i Carcass ma anche per Virgil Donati e Dom Fomularo, mentre non dimentichiamo che Giovanni, oltre a fracassarsi i timpani con i primi lavori di Testament e Forbidden, studia pianoforte al Conservatorio e le sue influenze classiche si possono sentire, soprattutto nella strumentale “Numbers”. Infine, neanche a dirlo, la musica classica è apprezzata da tutti.

Quanto è difficile operare nel nostro piccolo pezzo geografico e cosa pensate della scena locale artistica, esiste?
Molto difficile. Purtroppo,viviamo in un’area geografica in cui questa musica viene dai più ignorata e sarebbe bene ricordare,a tal proposito, che da Roma in giù, la presenza di gruppi Metal rinomati è irrilevante. A causa di ciò, i gruppi emergenti non hanno grandi occasioni in cui mettersi in mostra e farsi conoscere. Sembra che le cose stiano cambiando un po’ nella nostra isola, visto che al Krossover di Scordia ultimamente hanno suonato combi del calibro di Dismember, Dark funeral o Defleshed, ma si tratta ovviamente di un’eccezione. Cambiando argomento, credo che una scena locale vera e propria non esista, anche se le cose si stanno muovendo. Vedo sempre più gente che si dedica alla musica dura o che imbraccia uno strumento, e anche se ciò non è necessariamente sinonimo di qualità artistica, non è da sottovalutare. Oltre a noi, ci sono gli Ancestral, gli Envidhia e una volta c’erano gli Sterminio, ma la cosa più triste è che nel caso nostro e in quello degli Sterminio, siamo più conosciuti all’estero.

Come vi siete collocati nella scena musicale italia, cosa pensate in particolare di quella metal e come vedete l'attuale sistema del mercato discografico?
Certo, suoniamo da anni, tuttavia, siamo tra gli ultimi arrivati nella scena musicale italiana, considerando che il nostro debutto risale al 2003. Noto con piacere che il nome Urto gira sempre di più, anche se penso che la nostra penisola dovrebbe dedicarci un’attenzione maggiore e mi riferisco soprattutto ad alcune testate giornalistiche (le stesse che all’estero ci hanno trattato con grande professionalità).Credo che la scena Metal italiana sia in crescita grazie ad una band come i Lacuna Coil che sta riscuotendo un ottimo successo a livello mondiale, ma apprezzo anche i Necrodeath e i Centurion e gli emergenti Enemynside. Per quanto riguarda l’attuale sistema del mercato discografico, credo sia dominato da un dualismo di fondo. Se da un lato, infatti, le possibilità di farsi conoscere per una band aumentano, grazie ad un mezzo come Internet, dall’altro, le possibilità di emergere diminuiscono notevolmente, anche in relazione al fatto che il mercato è iper-saturo e credo che oggi sfondare sia più difficile che in passato.

Ci sarà modo di vedere la vostra band più frequentemente dal vivo? quali sono i problemi legati a questi spazi? Idee, proposte e denunce..
Qui si ritorna un po’ al discorso di prima. I luoghi in cui esibirsi sono pochi, ecco perché un gruppo come il nostro cerca di suonare altrove. Proporrei ad alcuni promoter di osare di più, organizzando qualcosa anche qui da noi, anche se so che non è una questione semplice e priva di interessi. Con molta probabilità, il 18 dicembre ci esibiremo a Cerda (PA) insieme ad altri gruppi.
Posso confermare, inoltre, che durante l’inverno avremo modo di suonare a Palermo, ma questa volta al chiuso, infatti lo scorso luglio abbiamo preso parte al Delirium Fest. Con tutta sincerità, ci piacerebbe salire sul palco del Krossover di Scordia (CT), lì la scena sembra più viva.

Quali saranno le prossime mosse degli Urto? Parlateci in genere dei vostri progetti futuri...
Stiamo componendo nuovi brani e devo ammettere che non sono niente male, più tecnici ma allo stesso tempo più immediati; ciò che salta all’orecchio è un generale indurimento del suono che, come è lecito attendersi,influenzerà anche il modo di cantare di Alessandro. Stiamo poi collaborando con alcune stazioni radio estere, e tra non molto, sarà possibile ascoltare “Numbers”alla radio anche in Olanda ed in Cile, oltre che in Germania(Rock Station Kiel). Inoltre, la nostra musica sarà inclusa in un documentario sul thrash metal realizzato da un’agenzia newyorkese, la Saigon 1515 Productions. L’iniziativa ci lusinga, perché come potranno notare anche i vostri lettori visitando il sito statunitense (www.getthrashed.com), tra tutte le thrash bands che hanno risposto alla chiamata del manager Rick Ernst ne sono state scelte una decina,tra cui noi, gli unici non solo dall’Italia ma anche dall’Europa. “Get thrashed”, questo il titolo del documentario, verrà proiettato nei teatri e sarà visibile alla tv via cavo negli Stati Uniti entro la fine dell’anno, mentre per il resto del mondo, si dovrà attendere il 2005,quando sarà disponibile il dvd.

In conclusione ti auguriamo buona fortuna per tutto.. a voi spazio bianco per gli ultimi commenti e i saluti ai lettori di TrapaniMag..
Un saluto caloroso ai lettori di Trapanimag, ai quali voglio ricordare che è possibile scaricare tutti i pezzi di “Numbers” dal nostro sito. Senza voler essere predicatori o nulla del genere, il nostro invito è quello di ascoltare più musica e guardare meno tv. Stanno cercando, più che mai, di indirizzarci verso ciò che vogliono,coprendo ai nostri occhi ciò che dovrebbe essere visto. Diciamo quindi NO AL PENSIERO UNICO,NO ALL’UNILATERALISMO di certi idioti che comandano i governi, dopo tutto,il senso di “Numbers” sta anche in questo.
Ci si vede dal vivo...

www.urto.tk