:: intervista esclusiva
Giuseppe Pizzardi

Salve e benvenuto su Trapani Mag. Nella sezione Specials ci occupiamo spesso di promuovere artisti che come lei operano fuori sede e siamo lieti di chiederle una sommaria presentazione biografica per i nostri lettori..
Sono nato a Palma una frazione a pochi chilometri dalla città. A Trapani ho iniziato la mia formazione artistica frequentando il Liceo Artistico “A. Carreca” (allora privato). In quel periodo ho cominciato a partecipare alle prime collettive e a qualche premio. Successivamente ho completato la mia formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano dove mi sono laureato nel 1987. Nel 1988 sono arrivato quasi casualmente a Messina, chiamato a prestare il servizio civile in un orfanotrofio. Per una serie di coincidenze sono rimasto a Messina dove per i primi dieci anni ho insegnato Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico privato della città.
A Messina ho fatto esperienze di vario genere, che talvolta mi hanno distratto dalla pittura: ho pubblicato una raccolta di poesie, ho illustrato un libro d’inglese, ho scritto e pubblicato l’inno ufficiale del Messina calcio di quegli anni, e varie altre cose in ambito musicale ma anche sportivo (ho allenato una squadra di baseball). Dal 1998 insegno Arte, Informatica, e Tecnologia dell’Informazione e Comunicazione . Ovviamente nel frattempo ho lavorato in ambito artistico e ho fatto varie mostre e partecipato a fiere e saloni d’arte moderna e contemporanea. In questo momento vivo e lavoro a San Giorgio di Gioiosa Marea, e ritorno a Trapani per le vacanze.

Quali motivazioni e quali propositi hanno spinto il giovane pittore Pizzardi a confrontarsi e scommettere su un cammino artistico contestualizzato in una realtà diversa da quella trapanese? Ci parli del suo percorso formativo e delle sue principali esperienze in materia arte, pittura, scrittura…
Quando ho finito il Liceo Artistico a Trapani, il mio progetto di vita era quello di fare l’insegnante di materie artistiche e di diventare un pittore professionista. A quei tempi m’illudevo che bastasse finire l’Accademia per essere già sulla buona strada, quindi ho scelto di andare a Milano perché l’Accademia di Brera era la più rinomata ed io volevo confrontarmi e formarmi col meglio possibile. Milano mi ha dato la possibilità di vivere in mezzo a personaggi che contavano, di “respirare” arte contemporanea e a conoscere e sperimentare nuove correnti artistiche delle quali prima ignoravo l’esistenza. Prima dell’esperienza milanese, il mio pittore di riferimento era Guttuso, poi ho conosciuto la straordinaria forza dell’arte di Burri e ne sono stato completamente rapito. Da quel momento la mia pittura diventò informale con dei riferimenti simbolici (anche il Simbolismo francese mi colpì abbastanza così come la Pop Art italiana). In quel periodo scrivevo anche molte canzoni e poesie che anni dopo ho raccolto nel mio libro Penombra (Ed. Il gabbiano – Messina 1997). Quindi, tornando al periodo milanese posso senz’altro affermare che è stato un periodo principalmente di sperimentazione e che sicuramente ho sfruttato poco dal punto di vista delle opportunità e delle conoscenze.

Come era la scena musicale trapanese quando lei risiedeva qui?
Della scena musicale trapanese di quel periodo ricordo ben poco. In fondo quando ho lasciato Trapani avevo appena diciotto anni e la manifestazione di riferimento era, come penso tutt’ora il “Luglio musicale”. L’unico ricordo particolare è legato ad un gruppo rock che mi pare si chiamassero Air.

Cosa significa essere impegnato nel mondo dell’arte e della cultura?
Essere impegnato nel mondo dell’arte oggi significa spesso doversi scontrare con situazioni poco gradevoli. Le delusioni sono maggiori delle soddisfazioni, tanto che ormai non mi colpiscono più di tanto. Spesso, solo una grande passione dà la forza di andare avanti. Faccio un esempio: ci si accorge spesso, che ad andare avanti non sempre sono le persone meritevoli (lo so che avviene purtroppo in tutti i campi) ma soltanto chi ha gli agganci migliori e questo, per chi ha investito la sua vita in questo settore, ha cercato una preparazione seria e professionale, è deludente e spoetizzante. Inoltre esistono molte persone che cercano di speculare sugli artisti (soprattutto quelli più giovani o chi cerca di emergere a tutti i costi) e lavorare con persone serie e professionali e sempre più difficile. Ormai è costume piuttosto diffuso che gallerie e promotori d’arte di dubbio valore, chiedano soldi agli artisti per esporre o per partecipare a manifestazioni di vario genere, il più delle volte di nessun valore.

A proposito, come vede il momento culturale italiano?
In questo momento in Italia, così come nel mondo, vedo molta confusione. L’arte in particolar modo è caduta nella speculazione e spesso l’emergere di certe situazioni, sono solo manovre create, è il caso di dirlo ad “arte” da chi ha un certo potere e può manovrare il mercato. Basta guardare quali sono i nomi di artisti che girano per la maggiore: sempre gli stessi, legati a grosse gallerie. Purtroppo la gente investe poco sui giovani preferendo puntare sui “soliti noti” e non chiedendosi, magari come fanno a esserci in giro così tante opere “originali”. Questo fenomeno penalizza la ricerca e taglia le gambe ai pittori emergenti che non trovano spazi. Poi, per capire in generale, la considerazione che il nostro paese ha della cultura, basta vedere cosa passa la tv. Viviamo un’epoca di populismo mediatico, di reality, gli investimenti sulla cultura sono veramente pochi e anche nella costruzione di grandi strutture, di grandi progetti architettonici, il nostro paese è rimasto indietro a livello europeo e mondiale.

Idee, proposte, denunce, tematiche libere…
In generale mi piacerebbe che si investisse di più nella formazione scolastica. Una buona scuola è la base di un popolo moderno e civile e l’ultima riforma, dal mio punto di vista (e sono un insegnante) ha solo peggiorato le cose. Mi piacerebbe invece fare una proposta per la città di Trapani. Da sempre ho sognato un museo d’arte moderna nella mia città, tale da permettere un’educazione e un’abitudine a questa forma d’arte. A Trapani non c’è (se si esclude il bellissimo lavoro che padre Liborio Palmeri ha fatto col Di.Art, all’interno del seminario) e l’ho sempre immaginato nei locali dell’ospedale “vecchio”. Non so se ne è stata prevista una funzione, ma il posto sarebbe bellissimo, magari con una sala dedicata alle mostre temporanee e una permanente per artisti trapanasi che negli anni si sono distinti. L’unica denuncia che mi sento di fare, e che vorrei che fossero più chiari i criteri che regolano e assegnano la possibilità di esporre nei locali pubblici (es. galleria Li Muli) e che sarebbe opportuno che questo tipo di locali venissero gestite da persone di riconosciuta competenza e non dal primo pinco pallino politicizzato.

Lavori in corso e progetti futuri…
In questo momento sto preparando il mio nuovo atelier e sto per intraprendere la collaborazione con due importanti gallerie. Tra i miei progetti/sogni, insegnare in un’accademia di belle arti e realizzare una mia scuola di pittura.

Augurandole buon lavoro le lasciamo spazio bianco per gli ultimi commenti e i saluti ai nostri lettori.

A commento finale volevo dire che ultimamente ho notato con piacere che in città ci sono nuovi fermenti d’arte e di vita e Trapani mi appare più moderna e meno provinciale. Spero che si stia andando in una giusta direzione, anche perché è mio desiderio tornare quanto prima nella mia città. Che emozione è stata per me vedere Trapani durante l’America’s Cup, in quei giorni mi sono sentito fiero di essere trapanese. Un ultimo appello rivolto ad “alcuni” ragazzi: vi prego, non sporcate con lo spray i palazzi appena restaurati, fanno parte anche della vostra storia, sporcandoli e come se sporcaste voi stessi, la vostra coscienza; non è con un anonimo spray che si protesta verso qualcosa o si cerca di lasciare un segno nella società, ma con l’impegno civile e con la lotta politica, il resto è soltanto vigliaccheria e codardia.
Un saluto a tutti Giuseppe Pizzardi

Note Giuseppe Pizzardi

www.giuseppepizzardi.it
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