Benvenuto
tra le pagine di Trapani Mag.. Iniziamo subito chiedendole
di presentarsi ai nostri lettori e di tracciare un suo
piccolo profilo biografico…
Sono
nato a Trapani (ormai … 48 anni fa!) e da trent’anni (dopo
il liceo) sono “emigrato al nord”, dapprima a Siena dove
(oltre a frequentare l’università) ho avuto l’opportunità
di seguire le prime edizioni dei Seminari di Musica Jazz
con i più importanti jazzisti italiani. Dopo la
laurea (nel 1980) mi sono trasferito a Bergamo, dove vivo
e lavoro. Nel 1990 ho pubblicato il mio primo cd in quartetto
dal titolo “Isola Lontana” (… immaginate a quale isola
mi riferivo!) con l’etichetta Splasc(h) Records. Da allora
ho cominciato a suonare nei più importanti festival
jazz in Italia e un gran numero di collaborazioni importanti,
fra cui Giorgio Gaslini, Enrico Rava, Paolo Fresu, Franco
D’Andrea, Gianluigi Trovesi, Pierre Favre, Antonio Faraò,
Sharah Frances ...
Quali
motivazioni e quali propositi hanno spinto il giovane
musicista Nacci a confrontarsi e scommettere su un cammino
artistico contestualizzato in una realtà diversa
da quella trapanese? Ci parli del suo percorso formativo…
Ho
avuto la fortuna di ascoltare jazz fin da piccolo con
i dischi che comprava mio padre: Miles Davis, John Coltrane,
Sonny Rollins, Johnny Griffin, Charlie Parker sono stati
i miei primi ascolti di jazz. Non sapevo nulla di questa
musica ma … mi piaceva e non avrei mai immaginato che
un giorno avrei suonato proprio quei brani! Dopo la permanenza
a Siena mi sono imposto una scelta: o andare vivere a
Roma oppure a Milano. Ho scelto Bergamo: vicina a Milano
ma … più vivibile del capoluogo lombardo! Quasi
tutte le sere ero a Milano per partecipare alle jam session
al Capolinea … é stata una “palestra” importante
che mi ha permesso di suonare con un gran numero di bravissimi
musicisti e di comprendere l’importanza di avere un proprio
progetto musicale. La mia formazione musicale è
“atipica”: ho cominciato tardi (a 18 anni) a Siena e soltanto
successivamente ho intrapreso gli studi in Conservatorio,
a Brescia.
L’incesto tra musica e immagini, suoni e sequenze
visive nobilita un idea per uno spettacolo musicale o
la musica in genere? Diventeranno imprescindibili?
Preferisco parlare di “incontro” piuttosto che
“incesto”!
La nostra mente ha la capacità di visualizzare
un gran numero di immagini all’ascolto dei suoni e proprio
su questo principio si basa la mia convinzione che il
“matrimonio” fra immagine e suoni sia una “relazione felice”
che diventerà sempre più forte. Questo “territorio
di confine” (fra la musica e le arti visive) è
l’ambito che prediligo: ho cominciato nel 1996 lavorando
in spettacoli teatrali, di danza e performance in cui
le musiche di scena erano sincronizzate con sequenze di
immagini. Oggi è abbastanza “normale” ma … dieci
anni fa era considerato “sperimentale”! E’ ragionevole
considerare la Musica come un “sotto-insieme del mondo
dei Suoni”, da cui prendere spunti per realizzare progetti
artistici. Dal 1997 propongo uno stage denominato IL COLORE
DEI SUONI proprio sul importanza dei “paesaggi sonori”
che ci circondano. Attualmente sto lavorando su un progetto
(DALSAGE – Dalmine-Sound Image) interamente realizzato
all’interno di uno stabilimento industriale per la produzione
di tubi d’acciaio (TENARIS-DALMINE): i suoni dei macchinari
costituiscono la base timbrica e ritmica su cui ho costruito
progressioni armoniche e “stratificazioni sonore”che costituiranno
il soundtrack di una performance live per i miei sassofoni
(contralto e tenore).
Genere proposto ed influenze musicali di Alberto
Nacci…
Sono
cresciuto ascoltando jazz degli anni ‘40 e ’50 e ho sempre
seguito con interesse i sassofonisti che hanno affiancato
Miles Davis (da John Coltrane a Kenny Garret) ma … il
musicista che più di ogni altro mi ha “colpito”
è stato Jan Garbarek, grande sassofonista norvegese.
Una grande attenzione per la qualità del suono,
la ”contaminazione” con suoni e musiche di culture diverse,
la grande capacità di fraseggiare in modo “essenziale”
(e mai banale!) e il suo linguaggio compositivo … sono
stati gli elementi che hanno costituito i miei “riferimenti”
artistici negli anni in cui “cercavo la mia strada”. Per
motivi professionali (AJP RECORDS) ascolto musiche molto
diverse fra loro ma … questi sono ancora gli elementi
che cerco nella musica!
Lei
è inoltre il direttore artistico della casa discografica
AJP Records di Bergamo. Una nuova stimolante avventura
o una necessità? Cosa pensa dell’attuale sistema/mercato
discografico, in particolare in Italia?
Nel
1996 ho pubblicato 4 cd con 4 etichette diverse e così
… ho pensato che fosse più semplice avere una mia
etichetta discografica e seguire tutte le fasi di produzione
e post-produzione dei lavori. Ho avuto la fortuna di collaborare
con il meglio dei tecnici del suono a livello internazionale
(Marty Jane Robertson, fonico per Mina, Goodrick, Zucchero,
Vasco Rossi …) e ho imparato molto sul trattamento “naturale”
del suono. Soprattutto avevo capito che le macchine non
garantiscono la qualità del suono di un progetto
discografico ma … il rapporto che si crea fra musicista,
sistemi di registrazione e tecnico del suono! Nel 1997
ho pubblicato il primo cd con la mia nuova etichetta e
oggi … ricevo un gran numero di brani da ascoltare a parte
di giovani che vogliono pubblicare la loro musica con
AJP RECORDS. Credo che il mercato discografico presto
scomparirà e tutti i supporti di riproduzione della
musica diventeranno sempre più dei “biglietti da
visita” per musicisti che vogliono far conoscere il proprio
linguaggio artistico. Anche le Major saranno costrette
a cercare nuove strategie per la diffusione della nuova
musica. AJP RECORDS opera in un settore “non-commerciale”
su due canali distinti: promozione degli artisti via web
e produzioni discografiche “mirate” con un obiettivo chiaro:
far girare la musica!
Con lo sviluppo dei sistemi home recording oggi è
abbastanza diffuso registrare in multitraccia. La cosa
più complicata risiede nella post-produzione: AJP
RECORDS (oltre a registrare concerti live) dispone di
uno studio di post-produzione (AJP STUDIO) dove …tiriamo
fuori i suoni da qualsiasi file audio e, come mi ha insegnato
Marty Robertson … non è solo questione di hardware
o software!
Negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di operare
anche nel campo del management della musica: sono stato
direttore artistico del festival internazione JAZZ IN
BOCCONI (Milano - Università Bocconi, dal 1999
al 2003), del Teatro Civico di Dalmine - BG (dal 2000)
e di numerosi eventi culturali e di spettacolo. Questo
mi permette di approfondire la conoscenza di molto aspetti
relativi al “fare musica” e di verificare sempre più
quanto sia difficile oggi vivere sul palcoscenico!
Come
era la scena musicale trapanese quando lei risiedeva qui
(credo circa 20 anni fa)?
Ho
lasciato Trapani esattamente trent’ anni fa (nel 1975!)
e … ricordo soltanto dei gruppi pop che avevano un ottimo
seguito fra i giovani. Uno di questi mi sembra che si
chiamasse “Aum Kaiwalia” (o almeno … questo è il
suono del nome che ricordo!) : una grande energia!
Alcuni
interessanti nomi della scena musicale italiana da seguire
secondo lei e un consiglio alle nuove generazioni di musicisti…
La
scena musicale italiana è “polverizzata” in mille
canali, ciascuno dei quali segue un genere diverso. Io
opero prevalentemente nell’ambito del jazz e della musica
d’autore. Il consiglio che sento di dare ai giovani è
di … mettersi in gioco fino in fondo ed esprimere le proprie
idee musicali perché … gli “originali” sono sempre
meglio di qualsiasi “cover band”.
Ci
sarà modo di vedere Alberto Nacci live at Trapani?
Ho
suonato l’ultima volta in Sicilia con un mio gruppo nel
1994 (San Vito Jazz Festival) ospite di una associazione
di Palermo. Chissà se qualcuno a Trapani si accorgerà
prima o poi di questa mia “assenza”!
Lavori
in corso e progetti futuri…
In
questo periodo sto portando in giro la performance FORDING
– volti della memoria (cinque racconti per immagini e
suoni) realizzata con le immagine (bellissime!) di Dario
Guerini. Entro la fine dell’anno dovrei pubblicare il
mio nuovo lavoro discografico, un dvd sul progetto DALSAGE
che darà luogo ad una nuova performance che proporrò
in Europa. Sto lavorando anche per completare un progetto
realizzato all’interno del Carcere di San Vittore a Milano:
un luogo “magico” (ma … solo dal punto di vista sonoro!).
Da diversi anni mi occupo anche di didattica: ho insegnato
per 4 anni “Progettazione Sonora” all’Accademia di belle
Arti di Brescia e … spero di trovare il tempo per completare
il libro IL COLORE DEI SUONI, come supporto allo stage
che propongo già da diversi anni.
Augurandole
buon lavoro le lasciamo spazio bianco per gli ultimi commenti
e i saluti ai nostri lettori…
Le
interviste troppo lunghe non vengono mai lette fino in
fondo e allora … preferisco farvi i miei migliori auguri
per l’attività che svolgete con l’auspicio che
la vostra attenzione sia sempre “viva” su ciò che
di nuovo accade nel panorama artistico della nostra città.
Un
carissimo saluto ai lettori di Trapani Mag
Alberto Nacci
www.albertonacci.it