Intervista ai Mistura
Ciao ragazzi e benvenuti su trapanimag!
Per iniziare vogliamo spiegare ai nostri lettori chi siete, quando, dove e perkè nasce la vostra band, qual è stato il vostro percorso, quali sono stati i vostri obiettivi e se li avete raggiunti. Una biografia della band...
Non c’è un perché quando nasce una band, avviene così direi quasi per caso. Incontri altre persone a cui piace la musica, un po’ di esibizionismo che non guasta mai, e la band è fatta. Mistura da Trapani anzi inizialmente Trapani Posse perché questo era il nome del gruppo. Eravamo agli inizi degli anni novanta con “tangentopoli”, le grandi stragi di mafia etc. etc. Insomma erano anni proprio del cazzo, cioè non è che adesso si stia tanto meglio, ma almeno dalle nostre parti la situazione sembra più tranquilla. Comunque in mezzo a quel casino nasciamo noi: con quali obiettivi? Eravamo incazzati, incazzati neri e la musica essendo comunicazione era un bel canale di sfogo. Poi era il periodo delle “Posse” del rap italiano, si ricominciava a fare musica con testi di un certo spessore, nascevano centri sociali occupati in tutt’Italia, era passata da poco “la Pantera” e sembrava che qualcosa di molto bello stava per avvenire. Invece poi non accadde niente e tutto ritornò come prima. Molti gruppi di quegli anni si sciolsero, noi no, noi ci rigenerammo e diventammo MISTURA

Qual è il genere musicale che proponete al pubblico? Quali sono le band che vi hanno influenzato? Quali quelle a cui vi ispirate?
Il genere è un’invenzione; con il genere si applica un etichetta alla musica di un gruppo come ad un modello di una macchina. Ogni gruppo ha il suo genere (quando parlo di gruppi seri), marchia la sua musica, ha il suo stile; in generale, possiamo dire che siamo Rock, che la nostra anima è essenzialmente rock ma con influenze infinite. Attingiamo dalla Giamaica, dall’etnica, dalla musica popolare, dal punkrock dei Clash, insomma siamo proprio una bella Mistura. Gente che ci ha influenzato? Una marea e questa pagina non basterebbe per scriverli tutti, pensa un po’ andiamo da Bob Marley ad Andrea Alberti.

Quali sono le tematiche abbracciate dai vostri testi? Cosa vogliono esprimere? Quali sono i vostri ideali?
Parliamo di quello che ci passa per la testa mentre scriviamo la canzone. Può nascere una canzone d’amore come un pezzo politico non fa differenza. Dipende dall’ispirazione e da come ti sei svegliato la mattina. La nostra vena compositiva attinge dalle nostre vite, dalla nostra terra e da tutto ciò che abbiamo intorno. Adesso che il rock ha perso la sua stessa essenza crediamo che gruppi come il nostro, e intendo gruppi che si fanno il culo a suonare in giro per i locali la propria musica, senza supporto di Tivvù ne di alcun managemant, questi gruppi operai danno ancora un senso alla musica Rock

Guardando alle vostre spalle, avete incontrato delle difficoltà lungo il vostro cammino? Ci sono stati dei momenti in cui avreste voluto abbandonare tutto? Vi siete pentiti di qualche vostra scelta?
Si le difficoltà le incontri ovunque; fanno parte della vita e se non ci sono: preoccupati. Non abbiamo mai pensato d’abbandonare; diceva il buon vecchio Lino Giuliano ( l’unico cantante dell’unico gruppo PunkRock esistito a Trapani): la musica è una malattia cronica e ne esci solo se uccidi la tua anima. Lui continua, nonostante tutto. Noi non ci fermeremo mai. Penso a gente come Compay Segundo, morto a 98 anni con la chitarra in mano.

Potreste analizzarci la vostra discografia, con particolar riguardo al vostro ultimo lavoro? C' è un brano fra tutti gli altri che ha un significato superiore?
Non abbiamo una grande discografia; tutte le nostre produzioni sono state piccole produzioni. Il nostro ultimo lavoro lo stiamo ultimando ma non credo che ci sia un pezzo superiore ad un altro. Certo per chi lo ascolterà ci sarà il brano più bello o più brutto, ma l’intensità di tutte le canzoni credo sia la stessa. Forse a livello emotivo il pezzo che t’acchiappa di più è “Goccia di mistura” completamente ripreso rispetto alla prima produzione, il pezzo dedicato a Mauro Rostagno. Ecco quella è una canzone che a me fa “rizzare” la pelle… ma pensandoci devo dire che non è l’unica, penso anche ad “Un giorno di luglio”, “Come un leone”…

I Mistura si sono esibiti il al PalaDozza di Bologna. Una tappa importante per il gruppo. Descriveteci questa esperienza. Suonare dal vivo ha un significato particolare per voi? Quali sono le emozioni del palco? Preferite suonare in studio o in mezzo al vostro pubblico?
Preferiamo il “Live” è normale per chi è nato in un garage. Pensa che quando abbiamo suonato a Bologna (e su www.mistura.it c’è un ampio servizio fotografico), ma anche a Roma quest’estate, gli organizzatori erano meravigliati. “Come suonate dal vivo? Contenti voi…” In realtà con tutta quella paccottiglia in giro c’era proprio da meravigliarsi. Così tutti con le basi ed i Mistura Live: pensa… i professionisti, un giorno si e uno no in giro per radio e televisioni, i professionisti del cazzo… Qualsiasi gruppo siciliano che ha un minimo di esperienza live in quella situazione avrebbe fatto figura, nonostante i Morandi, gli Stragà, YoYo e Dj Francesco. Le emozioni non si possono descrivere, si provano e basta; credo che siano benessere, le emozioni danno un gran benessere.

Quali sono i vostri pareri riguardo la scena musicale della provincia? Avete delle critiche da muovere a tal proposito?
Vedo poco, speriamo che in futuro qualcosa cambi, ma qualche anno fa la situazione era più florida e poi il risultato è stato questo; speriamo adesso accada il contrario

Parlateci della vostra situazione attuale, lavori in corso e progetti per il futuro.
Stiamo registrando, registriamo sempre; qualsiasi idea, qualsiasi cazzata che ci passa per la testa la registriamo e poi si vede. Nel frattempo continuiamo con le esibizioni “Live”.

Bene ragazzi, vi ringrazio per la vostra collaborazione, lascio concludere a voi...
Grazie a te ed a presto