:: intervista esclusiva
Gaspare Bonafede

Ciao Gaspare e benvenuto su Trapani Mag. Nella sezione Specials ci occupiamo spesso di promuovere artisti che come te operano fuori sede e siamo lieti di chiederti una sommaria presentazione biografica per i nostri lettori..
Sono nato a Marsala nel 1953 e fin da bambino mi raccontano i miei genitori amavo picchiare su tutto: piatti, bicchieri , pentole…
Probabilmente ho ereditato questo senso del ritmo dalla mia nonna materna che si dilettava a suonare la tammorra. Poi al tempo del Liceo ho iniziato a suonare i famosi fustini del Dash di allora finchè non è arrivata una coppia di congas vere .Ricordo che ho faticato tantissimo a trovarle perché allora il mondo delle percussioni era sconosciuto ai negozianti che facevano fatica a capire cosa volevo.
Ho anche frequentato il Conservatorio di Trapani e lezioni private di pianoforte fin quando sono riuscito a pagarle . Adesso vivo a Brescia dal lontano 1985.

Generi preferiti, influenze e provenienze musicali di Gaspare Bonafede
Sono fondamentalmente autodidatta. Ho iniziato a suonare ascoltando i dischi di Santana ,Malo , Osibisa ma anche di hard rock,di brasiliana,cubana,jazz, africana e di leggera. Spesso d’estate partivo in giro per i vari festivals jazz a ‘beccare’ qualche percussionista per vedere come e cosa suonava e farmi dare delle dritte. Ricordo i primi impatti con Guillermo Franco percussionista di Mcoy Tyner e i contatti con Mandrake, Luis Agudo, Airto, Alfonso Vieira. Poi ho partecipato ad un seminario di Birger Sulsbruck a Mestre; ma un percussionista a cui sono particolarmente legato è Gilson Silveira : lui mi ha rimesso in sesto sulle congas dopo una lunga malattia.
Ancora oggi ascolto un po’ di tutto: serve a tenerti aggiornato, ti forma musicalmente, ti permette di acquisire diversi linguaggi e quindi ad esprimerti meglio musicalmente.

Presentaci la tua discografia e parlaci del tuo percorso musicale; quali esperienze live di rilievo ti rendono orgoglioso di continuare questo tuo percorso artistico?
Ho inciso sei cd ed uno, registrato con un coro gospel di Bergamo, sta per uscire, credo per Natale prossimo. Quello a cui sono molto legato però è Sunny fatto in duo con il chitarrista Gianni Bergamaschi . E’ quello che rappresenta appieno il mio modo di suonare e in cui oltre ad una strumentazione tradizionale mi sono sbizzarrito a suonare di tutto: da strumenti autocostruiti a oggetti di uso quotidiano,forse per un retaggio infantile, come pentole,padelle,lastre, che ancora oggi fanno parte del mio set .
Dal vivo sono molte le situazioni che ricordo con particolare orgoglio. Tra questi un festival jazz in cui , dopo aver suonato con l’ottima cantante Daniela Fantoni , sono stato invitato ad una jam session dal batterista Singoma Everett o i concerti effettuati nelle carceri con Giorgio Cordini o quelli per la raccolta di fondi per Emergency: situazioni che ti gratificano anche dal punto di vista umano.


La tua ultima fatica discografica è un lavoro svolto assieme a dei disabili. Presentaci questa proposta musicale e parlaci liberamente anche dell’aspetto formativo ed etico di questa tua interessante collaborazione.
Circa tre anni fa ho iniziato a collaborare con una cooperativa di disabili di Iseo, La nuova Cordata, per un Laboratorio di Musica per la costruzione di strumenti con materiale povero o riciclato. Strumenti che sono stati utilizzati per sonorizzare degli ambienti ( il bosco, il lago,…). Poi siamo passati a strumenti tradizionali per l’acquisizione di semplici tecniche e ritmi.
Il lavoro che svolgo con queste persone non è finalizzato alla creazione di musicisti ma quello di stabilire nei partecipanti gioia, serenità, di rafforzare la fiducia in sé stessi, nel favorire la socializzazione e le potenzialità espressive di ognuno.
Nell’intento di dare a queste persone significative esperienze di vita già da tempo ci esibiamo in concerti e manifestazioni musicali: ultimamente abbiamo suonato al Percfest di Laigueglia (www.percfest.com ), un festival internazionale di percussioni e alla festa dell’Unità di Brescia accompagnati da Giorgio Cordini alla chitarra e Ellade Bandini alla batteria.

Cosa ci dici di Trapani. Ti ricordi vagamente qual’era il momento artistico/musicale che hai vissuto qui?
Di Trapani ricordo vagamente un gruppo: gli Aum Kaivalia , credo si chiamassero così.
Di Marsala invece ricordo vari musicisti con cui ho avuto occasione di suonare in varie formazioni di cui non ricordo più i nomi: Peppe Porcelli, Michele Pantaleo,Peppe Alagna , i fratelli Giattino,Salvatore Giampino,Pasquale Nuccio e soprattutto Piero Scardino, che è venuto a mancare alcuni anni fa, con cui ho iniziato a suonare e con cui ho condiviso tante esperienze musicali. Lui sapeva far parlare la sua chitarra,aveva un tocco quasi magico e sapeva passare da Santana ad Hendrick con uguale sensibilità. Ogni volta suonarci insieme era un’emozione enorme. Ho fatto parte anche del coro folkloristico Marsala Antica.

Quali differenze sostanziali ci sono secondo te tra nord e sud per la conduzione delle attività concertistiche o comunque per un percorso professionale indirizzato nella musica?
Negli ultimi anni ho notato che anche al sud ci sono ottimi festivals e manifestazioni musicali. C’è curiosità, fermento e questo è una bella cosa. Molti ottimi musicisti arrivano dal sud ma purtroppo se vuoi sfondare e fare della musica una professione devi ancora emigrare. Le grosse produzioni, le case discografiche , le agenzie sono concentrate ancora al nord.

Il tuo pensiero su: l’attuale sistema discografico, il download dalla rete e l’organizzazione live..
Oggi la maggior parte dei buoni prodotti sono frutto di piccole etichette o di etichette autogestite. Le grosse etichette prese dal problema del mercato e quindi del profitto, puntano solo sui grossi nomi a scapito di progetti spesso culturalmente più validi o di qualità. Non sono un amante di internet ma riconosco che è frutto del nostro tempo e quindi non accettarlo significa tagliarsi fuori da una buona parte di contatti e possibilità.
Va però usato con parsimonia e non diventarne succubi come mi sembra lo stiano diventando i giovani di oggi. A scapito di contatti umani sempre più impersonali e di progetti sempre più superficiali . Sono abituato pensare un cd come insieme di brani o canzoni che hanno un filo conduttore, appunto un progetto, che sta sotto a tutto il lavoro: un cd con la sua bella copertina , le sue belle foto , le note ecc. ecc. Un cd da ascoltare e riascoltare quando si ha voglia. Oggi invece si scaricano brani a tutto ritmo e dopo un mese si butta via tutto .Dovremmo essere noi ad usare questo mezzo e non viceversa.

Cosa ne pensi del momento culturale italiano?
E’ un momentaccio ! Certo la crisi economica pesa tantissimo ma i tagli alla cultura in generale stanno completando quello che si sta già facendo con la televisione. Basta scorrere i programmi per accorgerci di quanto la cultura è tenuta in considerazione da chi sta nella famosa camera dei bottoni. Mi viene in mente "La storia infinita" un film per bambini dove c’è una battuta del protagonista che cita: ‘Stiamo andando verso il Nulla ‘. Speriamo bene …
(* Note: mi permetto di aggiungere che "La Storia Infinita" è un film fantastico, di Wolfgang Petersen del 1984, da tempo inserito nella Top Film List di Trapani Mag - MG)

Lavori in corso e progetti futuri…
Attualmente sto suonando con un trio jazz formato da percussione , sax e violino che nasce dal desiderio di considerare la melodia come elemento intrigante per l’improvvisazione o per momenti discorsivi tra i vari strumenti. Inoltre collaboro sempre con Giorgio Cordini e la sua Piccola Orchestra Apocrifa ( www.giorgiocordini.it ) e con l’attore Enzo Longo. Ma è soprattutto il lavoro con i bambini nelle scuole e con i ragazzi della Nuova Cordata a cui spero di poter far vivere altre situazioni gratificanti che mi prende molto : due attività che richiedono tempo e molta energia ma che mi trasmettono una carica incredibile . Progetti nel cassetto ne ho tanti : uno fra questi è quello di poter effettuare con i miei aggeggi percussivi una colonna sonora o creare uno spettacolo musicale con suoni e immagini.

Spazio bianco agli ultimi commenti e i saluti ai lettori di Trapani Mag...
Un abbraccio a tutti e chi volesse può contattarmi ai miei recapiti. Scrivo per la rivista "Percussioni" e per il sito www.jazzitalia.net . Chi avesse dei lavori da pubblicizzare mi scriva. Sarò felicissimo di contribuire a far conoscere ad un pubblico più vasto i loro progetti.
Alla redazione di Trapani mag un grazie dell’ospitalità e un in bocca al lupo per il lavoro che svolgete. Ciao.

Note su
Gaspare Bonafede


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