Salve
e benvenuto su Trapani Mag. Ci presenti The Brass Group
di Trapani...
Il Brass Group di Trapani è una associazione
concertistica che nasce, ben 32 anni fa, per dotare la
Città in cui opera di una stagione concertistica
jazz in abbonamento di qualità da affiancare ai
tradizionali cartelloni di musica classica, operistica,
prosa, cinema d’autore etc., perché nella città
stessa si abbia una offerta d’arte di spettro complessivo,
così come accade negli altri capoluoghi siciliani.
E’ attiva nella Provincia di Trapani dal 1974 anche con
Festival e Rassegne Jazz per lo più proposti nel
periodo estivo.
Quali
sono le esperienze e le attività più belle
che ha condotto e che conduce il Brass Group di Trapani?
Sicuramente la sensazione più gratificante è
il contatto col nostro pubblico, quello più fedele
intendo, quello degli abbonati che ci seguono con interesse
ma anche, è questo quello che percepiamo, con affetto.
Si è vero, li vediamo affezionati all’Associazione
e alle sue proposte, non solo a quelle di jazz ortodosso
della stagione invernale, ma anche a quelle più
“leggere” e spensierate della tornata estiva. E’ un pubblico
cresciuto molto negli ultimi anni, divenuto particolarmente
esigente, già maturo per seguire con competenza
e senza incertezze il jazz che proponiamo, un jazz non
“facile”, da addetti ai lavori: infatti è da tanti
anni ormai che grazie al Brass nella Provincia di Trapani
circuita il jazz dei nostri tempi, quello che si produce
nelle mitiche fucine del jazz ufficiale, i jazz clubs
storici di New York. E scusate se è poco…….. Fa
invece specie vedere ai nostri concerti solo pochissimi
musicisti jazz della provincia i quali invece dovrebbero
essere i primi destinatari e i più interessati
a frequentare questi eventi per arricchire il proprio
bagaglio personale……..
A tutto questo seguono i Festival, anche questi assai
gratificanti. “Egadi Jazz” venne allestito per ben 10
edizioni (anche questa volta senza l’aiuto degli Enti
di zona), e circuitava grandi concerti per 8/10 giorni
l’anno in estate, nell’intera provincia trapanese…. Alcuni
nomi: Archie Shepp, Ray Bryant, Betty Carter, John Scofield,
Steve Grossmann, Jimmy Owens, Hermeto Pascoal, Irio de
Paola, Art Farmer, Horace Parlan….. un’esperienza indimenticabile!
Oggi continuiamo questa strada tracciata allora con grandi
sacrifici con i Festival di Gibellina e di Salemi.
Domanda
cult di Trapani Mag: Quanto è difficile operare
nel nostro piccolo pezzo geografico e cosa pensate del
panorama artistico locale, esiste una vera e propria “scena”
musicale trapanese?
La vera e più forte difficoltà consiste
nell’assoluta mancanza (ormai cronica e storica) di coinvolgimento
delle principali istituzioni pubbliche locali che, viceversa,
dovrebbero sentire come “obbligo” il dare sostegno a tutte
le Associazioni di qualità operative nel capoluogo,
quelle almeno che assicurano una programmazione annuale
stabile e organizzata. La loro presenza infatti impreziosisce
il tessuto socioculturale locale e costituisce un’occasione
in più per l’arricchimento personale dei cittadini
ma anche un’occasione per sviare i più giovani
da distrazioni “altre”. La gettata della spugna di qualunque
associazione culturale, così come la non tanto
recente “fuga” del Brass dalla Città di Trapani
verso Comuni più sensibili a tali tematiche, costituisce
certamente una sconfitta, non tanto per il Brass, quanto
per tutti, cittadini e istituzioni. Sottolineo inoltre
che una sempre più massiccia presenza di operatori
culturali in un territorio contribuisce al cammino ormai
imprescindibile che le nostre città devono intraprendere
in direzione dell’Europa, ma questo concetto, in alcuni
territori, stenta ancora ad allignare. Un altro vero cruccio
sta nell’esistenza numerosa a Trapani di cultori jazz
ma anche di semplici curiosi o interessati a questa forma
musicale, i quali sono dunque costretti, per assistere
ai nostri concerti, ad “emigrare” verso quei Comuni limitrofi
dove la Associazione è costretta ad operare. La
mancanza di sostegno di cui sopra impedisce inoltre all’Associazione
di creare opportunità concertistiche di lavoro
per i musicisti jazz locali, numerosi e di valore, costretti
per lo più a lavorare nei pubs o locali similari
(ma anche nelle sale banchetti!) per sbarcare il lunario
senza a volte poter esprimere al meglio le proprie vere
proposte e i progetti professionali così come viceversa
potrebbero ottenere in una vera e propria sala da concerto,
sede naturale più adatta per antonomasia ma anche
più decorosa per la fruizione della concertistica
musicale come evento d’arte.
Idee,
proposte e denunce di Andrea Marchione, tematiche libere…
Il mio augurio, più che una proposta, è
che gli Assessori al ramo di turno sentano l’obbligo di
“difendersi” (anziché costringerle a fuggire!)
le proprie associazioni di vera cultura che operano nel
e per il suo territorio, per i suoi cittadini, per i propri
figli……. Capisco che la gestione politica di governo li
porta inevitabilmente a disperdere a pioggia le risorse
a loro disposizione, ma un minimo (decoroso) di queste
risorse dovrebbe essere dirottata verso le Associazioni
di cui sopra meritorie di dotare la Città di un
punto di riferimento culturale di valore, come tale imprescindibile
e indispensabile per l’indottrinamento e la stessa crescita
complessiva dell’individuo. Così dovrebbe essere
sentita la questione, da una Municipalità che voglia
darsi un indirizzo finalmente “europeo” (anche per “allineamento”,
almeno!).
Un
consiglio alle nuove leve di musicisti che si propongono
sulla scena.
Devo dire che molti giovani strumentisti, una volta acquisita
una buona tecnica, credono di aver raggiunto un punto
d’arrivo: è vero invece il contrario. L’approccio
con la vera musica non può che essere umile; di
questi tempi sento moltissime note ma pochissima musica,
che è fatta di emozioni, di trasmissione di sentimenti.
Davanti un buon musicista voglio ridere o piangere, voglio
sentirmi trascinato nel suo mondo…….. Consiglio a tutti
ascolto, molto ascolto della musica che conta, quella
buona e dei Grandi che l’hanno fatta.
Il
suo pensiero su: l’attuale sistema discografico, il download
dalla rete, l’organizzazione live degli eventi in genere...
Il tema è troppo vasto….. Mi auguro soltanto che
i giovani frequentino di più le rivendite di dischi
anziché la TV che propina, prevalentemente, musica-spazzatura
ma anche le sale da concerto anziché le discoteche……..
Occorre anche molto ascolto, una rieducazione alla buona
musica, e per questo la famiglia e la scuola possono fare
di più….. Ricordo che il Brass di Trapani iniziò
la propria avventura, nei suoi primi 5 anni di programmazione,
con i concerti nelle scuole. Spiegavamo il jazz con esempi
pratici dalla sua nascita ai tempi d’oggi ed era entusiasmante
assistere al coinvolgimento sincero dei giovani. Ancora
oggi gli Enti Pubblici dovrebbero trovare dei fondi (e
non ci vorrebbero grandi cifre) per proseguire quella
strada: tantissimi giovani non possono frequentare le
sale da concerto e questa è un’occasione per portare
la buona musica dal vivo al loro cospetto! Fatta questa
esperienza, almeno parte di loro, potrebbe diventare il
pubblico di domani……. Ma come non si comprende tutto ciò?
Lavori
in corso e progetti futuri del Brass Group di Trapani…
Come ho già detto sono in allestimento i cartelloni
della tornata estiva 2006 che comprende il Festival Jazz
di Gibellina (VI edizione), il Salemi Jazz Meeting (II
edizione) e Valderice Bagli e Musica. Il cartellone jazz
invernale in abbonamento della 22esima stagione concertistica
(Ottobre/Dicembre 06), con la consueta spaghettata finale
a fine concerti, si svolgerà a Valderice e posso
qui confermare che per il concerto di apertura abbiamo
scritturato il Trio del mitico contrabbassista Eddie Gomez….,
un nome da “storia del jazz”!
Colgo anche l’occasione per ringraziare il destino che
ci ha fatto incontrare gli odierni Amministratori di Valderice
(ma mi voglio riferire anche a quelli, altrettanto indimenticabili,
di tanti anni fa….) cosa che ci permettere di svolgere
i nostri programmi con più serenità.
Spazio
bianco per gli ultimi commenti e i saluti ai lettori di
Trapani Mag.
Credo di avere detto abbastanza……… Anche se di argomenti
se ne possono trovare ancora a iosa. Il fatto è
che il mestiere di Operatore Culturale nelle nostre zone
è frustrante, difficile. Ma gli stessi jazzofili
trapanesi mi chiedono coralmente di tenere duro! A loro
dico che non temano, finché campo questo mestiere
non lo abbandonerò mai; credo sia dentro il mio
stesso DNA……….!