:: intervista esclusiva
Adriano Sugamele

Quando è nata dentro di te la passione per l’arte e il desiderio di regalarle il Tuo tempo?
Quando ho capito che il colore poteva regalarmi una felicità interiore; le esperienze che vivo, suscitano in me il bisogno di esternare un qualcosa che sento dentro, le mie emozioni, tutto ciò che dipingo è strettamente collegato con gli eventi della mia vita. E’ quello che fa il poeta con le parole, io mi esprimo attraverso il colore.

Nella tua crescita Artistica quali sono state le figure che più hanno contribuito?
Sono un autodidatta, non c’è un artista specifico cui m’ispiro, ma ho apprezzato molto i dipinti di Domenico Messana, un pittore trapanese contemporaneo, scomparso negli anni ’90; protagonisti dei suoi quadri erano questi spazi ampi, che suggerivano scenari tipici dei fondali marini, forse lui mi ha dato spunto nel ricercare nella natura i soggetti principali della mia pittura e nell’avvicinarmi artisticamente agli elementi del surrealismo. Questo voler rappresentare una realtà interiore sognata, staccata dalla realtà, la mia pittura prende spunto dagli elementi che ci regala la natura e tenta, vuole esprime un qualcosa che sicuramente c’è, è sicuro che esiste, nel mio mondo esiste.

Se ti chiedessero di inventare una definizione in grado di rappresentare la tua personalità artistica, cosa diresti?
La mia è una pittura informale, non ha regole, non ha punti di riferimento, penso che l’arte sia una modalità d’espressione che non deve avere leggi, è solo espressione.
Io sono un istintivo, la mia è un’arte astratta, infatti, uso la tecnica della colatura, getti di colori che assumono sulle tele delle forme astratte, ma non per questo casuali, è il colore stesso che nello slancio determina la sua essenza, e subito dopo definisco i miei lavori, ad esempio, usando solo le mani. Certo non si finisce mai di sperimentare, sono sempre alla ricerca del coinvolgimento del colore, io cerco l’ispirazione dalle forme assunte da ciò che osservo nel vivente.

Quali sono le difficoltà che incontra un giovane artista Trapanese nel tentativo di emergere dall’anonimato?
C’è poca sensibilità, io ho avuto la possibilità di esporre i miei lavori a Trapani nel corso di tre personali, in Piazza Scarlatti, la prima nel 1998, e poi nel 2000 e nel 2002; Per il momento non ho intenzione di organizzarne altre, mi sento fossilizzato dall’ipocrisia e dall’invidia di altri artisti, che preferiscono non manifestare alcun interesse per i tuoi lavori, credo invece sia bello poter condividere la propria arte con chi come te ha scelto di esprimersi attraverso essa, anche un commento negativo può sollecitare l’incontro, di idee, di intenti, per poter crescere e, semmai, per collaborare insieme nell’organizzazione di altri eventi espositivi. Ma noto un’assenza di motivazioni e d’intenti in tal senso, che effettivamente, mi blocca.

Quali elementi del tuo vivere quotidiano incidono sul tuo metodo espressivo?
I sentimenti. La mia pittura è molto personale, nasce dall’incontro con le persone, dal contatto vissuto con gli altri e dai sentimenti, negativi o positivi, che suscitano in me.

Osservando le tue opere, noto un’intensa ricerca introspettiva, manifestata attraverso l’uso del colore; questi toni caldi che assumono forme atte quasi a nascondere l’ovvietà del messaggio, cosa si cela oltre i fili della tela?
Noto che col passare del tempo, esterno sempre di più sulla tela i sentimenti che mi appartengono, ci sono dei quadri di cui sono gelosissimo, in essi ho dato di me così tanto, che quasi mi spogliano. La tela diventa lo specchio di me stesso, attraverso i miei dipinti, io studio me stesso, guardo la tela, il colore, le forme che ho dato, andando alla ricerca di me stesso; è una profonda ricerca introspettiva, sento il bisogno di conoscermi sempre di più. Nella mia pittura cerco le risposte, per proiettarmi in maniera positiva nei confronti della vita e del mio futuro.

Cosa si nasconde dietro la presenza simultanea dei colori caldi e dei colori freddi?
I colori freddi rappresentano di più il mio modo di essere, i toni che vanno dal grigio all’azzurro, i colori neutri, sono tratti che assumono in se i sentimenti positivi, mentre tutto ciò che assume un valore negativo nel mio animo è espresso attraverso i colori caldi, dal rosso al giallo. La presenza nelle mie tele di questi colori appartenenti a dimensioni emotive opposte, rappresenta la lotta tra esse, una lotta finalizzata alla comprensione di se stessi, allo scopo di ritrovare un equilibrio emotivo.

All’interno di un piccolo angolo di mondo che come in una babele immersa nella confusione, non ascolta la richiesta d’aiuto del cittadino, che ruolo può avere un artista, un pittore?
L’arte non può avere un ruolo in tal senso, perché non viene capita in questa città; comunque mi piacerebbe molto poterla condividere, incontrare altri artisti che come me abbiamo il piacere di condividere il proprio modo di fare arte, oltrepassando i sentimenti dell’invidia, della presunzione, compartecipando alla propria sensibilità artistica. E’ per questo che ho scelto di venderlo il colore, perché questo lavoro mi da la possibilità di essere un “veicolo” per l’arte, attraverso i miei colori le persone possono creare, dando libero sfogo alle loro emozioni. La continuità dei miei lavori è proprio nell’incontrare persone che mi stimolino e, ritrovarmi in conversazioni, in scambi d’idee che diano un riscontro positivo alla mia pittura

Ringraziandoti per la tua disponibilità t’invito a lasciare un messaggio per i nostri lettori
L’arte è espressione di vita. Grazie infinite a Trapanimag per l’opportunità concessami e un caloroso saluto a tutti i lettori del portale.

Note su
Adriano Sugamele

Sugamele Adriano, è un giovane pittore trapanese. Innamorato del colore fin da bambino, sceglie di farne il cuscino delle proprie notti, in esso egli trova il tepore e la morbidezza che ristorano corpo e mente, con esso regala agli sguardi il suo modo di viverlo.


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